lunedì 11 gennaio 2010

Mac per negati « Libri che parlano di Apple

Si.. Qualcuno dovrebbe ammettere che la lettura di questo libro potrebbe essergli utile... Magari per non crocifiggere gli amici..

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mercoledì 7 ottobre 2009

lunedì 8 settembre 2008

PC Ecologico 2.0 per risparmiare energia

Akhter LoCO2 PC all-in-one a basso consumo di energia elettrica ed alto risparmio energetico

L'importanza del risparmio energetico coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita, il nostro computer è in genere acceso per tutto il giorno assorbendo molta corrente elettrica, oggi si possono scegliere soluzioni diverse orientate alla ecologia informatica..

Si è recentemente parlato del fatto i Mac consumano meno energia dei PC ma la nuova tendenza di Mini desktop all-in-one a basso consumo si fa strada anche nel mondo PC.

LoCO2 All-in-One PC dell'inglese Akhter è un PC desktop stile iMac con un bel monitor da 19" che consuma quanto una lampadina o poco meno anche se con prestazioni di tutto rispetto con processori Intel CoreDuo da 2 a 3 GHZ, fino a 4GB di RAM (base 2GB) e Hard Disk da 80 GB fino ad 1 TB (base 250GB), 2 porte Gigabit Ethernet, ben 6 porte USB 2.0, Wi-Fi LAN in opzione, masterizzatore DVD, 2 porte seriali e connettori video eterni per VGA, DV e HDMI, manca una porta FireWire ma non si può avere tutto..

La cosa straordinaria sono i consumi energetici ridotti all'osso: il sistema dell'Akhter LoCO2 consuma solo 44 Watt ed il monitor LCD solo 32 Watt ovvero 76 Watt di assorbimento massimo ma durante il funzionamento ottimizzato dal BIOS Energy Star il consumo medio si aggira sui 55 Watt ovvero minore di quello di una lampadina standard..

In pratica il LoCO2 PC potrebbe anche essere alimentato da un singolo pannello solare..

In un ufficio con dieci postazioni si consumerebbero solo 550 Watt/ora pari al consumo medio di un solo PC tradizionale con monitor.. Riporto per confronto la tabella di raffronto dei consumi medi tra PC e Mac in cui il LoCo2 PC avrebbe sicuramente una posizioni di rilievo..

Consumi elettrici pc mac

La nota dolente di questa macchina sono attualmente i prezzi elevati rispetto alla media e comparabili con quelli di Apple Mac Mini o iMac, ovvero si parte da Eur. 668,00 per il modello con processore da 2.0 GHZ fino agli Eur. 792,00 per il 3.0 GHZ, ai prezzi vanno aggiunti IVA, trasporto ed eventuali upgrade hardware-software, il LoCO2 PC viene consegnato con Windows XP Home in versione base ma si possono scegliere XP Professional o le varie versioni di Vista, io sono del parere che se qualcuno riuscisse ad installarci sopra Mac OSX la cosa sarebbe più appetibile...

Ecco la tabella dei prezzi..

[caption id="attachment_345" align="alignnone" width="630" caption="Tabella dei prezzi Akhter LoCo2 PC Low-Consumption PC - PC a basso consumo di energia"]Tabella dei prezzi Akhter LoCo2 PC Low-Consumption PC - PC a basso consumo di energia[/caption]

Il risparmio energetico individuale non si manifesta in termini rilevanti ma il risparmio energetico collettivo assume importanza strategica. A conti fatti anche un piccolo ufficio potrebbe averne vantaggi concreti con la riduzione di nove volte del consumo imputato ai PC ed anche il prezzo rimane tutto sommato appetibile a patto che la qualità del prodotto sia adeguata all'uso.

E' comunque positivo che nasca l'ecologia informatica e che vengano offerti prodotti a misura di utente attento sia alla gestione sostenibile sia all'ambiente..

venerdì 29 agosto 2008

Social Networks: Attiviamo la fase due

I social networks non sono più una novità..

Tutti noi siamo o cerchiamo di essere onnipresenti in rete, tutti abbiamo ormai talmente tanti profili da non ricordare più come siamo di fronte.. Tutti abbiamo centinaia di amici, di lettori, di commentatori, di lurkers, di detrattori ed antagonisti.. Tutti seguiamo e siamo seguiti da qualcuno in un'orgia di social-voyeurismo-2.0 ma alla fine, di tutto questo cosa ci rimane..?

Ieri Delymyth scriveva qualcosa sull'argomento.. Quando vai a stringere, in tutta questa melassa virtuale su che cosa puoi contare..?

C'è una Internet 1.0 dei bassifondi fatta di Messanger, di nick falsi, di chat, di insulti in maiuscolo, di forums, bannamenti, etc. e c'è una Internet 2.0 dove la gente ci mette faccia, generalità, gusti, reputazione, la contrapposizione tra una rete ombre ed una rete di persone..

Di queste persone sappiamo tutto, seguiamo il lifestream attraverso un intreccio di piattaforme, un mashup di byte e budella, di musica e libri, di immagini, feste, vacanze, scazzi e quanto si possa condividere online, eppure molte di queste persone non le conosciamo e non le conosceremo, non sappiamo se sono alte o basse, solari o sfuggenti, con una voce accattivante o chioccia.. Non lo sappiamo e non lo sapremo eppure anche loro hanno la loro funzione, quella di esserci, quella di occupare comunque un posto nella tua vita come gli amici immaginari che ci si faceva da bambini..

Qualche volta si organizzano BarCamp, eventi, cene, pizze-birre e tutto questo è molto carino ma si faceva anche prima di Internet, ci si chiede quale sia il valore aggiunto della socialità 2.0, in che modo le relazioni stabilite in rete siano qualificate rispetto a quelle instaurate nel mondo esterno..

Un aspetto importante sono le regole sociali del mondo 2.0. Nelle relazioni tenute sui principali aggregatori, sembrano essersi affermate delle regole di comportamento, delle buone maniere come si usava una volta, si bussa prima di entrare in casa altrui e ci si puliscono i piedi, se qualcuno ci viene a visitare rendiamo la visita, evitiamo di parlare a voce alta e sappiamo ascoltare, sappiamo essere gentili anche nella critica e via dicendo.. Sembra che la sfera sociale in rete sia migliore di quella esterna visto che in rete come è facile costruirsi una buona piattaforma relazionale è altrettanto facile sputtanarsi quindi le persone tendono a tenere comunque un comportamento adeguato..

L'essere social dovrebbe estendersi nel mondo esterno e non rimanere in rete, l'essere social dovrebbe poi voler dire riuscire a finalizzare la propria presenza 2.0 in maniera tale che anche questa esca dalla rete per manifestarsi in relazioni amichevoli o professionali nel mondo reale..

Nei social networks come Facebook o MySpace si stabiliscono molte relazioni perlopiù inutili, si cerca di fare amicizia con persone con cui non abbiamo nulla a che fare, si tengono sporadici contatti improntati sul nonsense e solo qualche volta la cosa si proietta al di fuori, ci sono miriadi di Gruppi sugli argomenti più svariati a cui la gente fa in genere solo l'atto di iscriversi e di postare una cosa o due per poi smettere di interessarsene, il risultato è che tutto appare come sospeso e quella che dovrebbe essere una piattaforma sociale ed attiva sembra una palude..

Ci sono però persone che sono già passate alla fase successiva del mezzo social network e che lo usano effettivamente come piattaforma collaborativa in supporto ad iniziative reali nella sfera professionale, il social network Facebook è utilizzato per tenere continuamente in contatto i membri dei gruppi e stimolare la partecipazione alle iniziative e facilitare la conoscenza e le opportunità di business tra i partecipanti..

I Gruppi in Questione sono MilanIn e PPU Professional People in Urbe rispettivamente a Milano e Roma che nascono con la missione di aggregare attori del mondo 2.0 in visione business realizzando così una fase più adulta dell'utilizzo dei social network: ci si contatta, ci si conosce, ci si incontra e magari si decide di lavorare insieme, il tutto facilitato a monte dalla condivisione delle informazioni sulla piattaforma di Facebook.

MilanIn e PPU sono esempi di come la partecipazione ad un social network possa essere improntata alla crescita professionale, come Internet sia un luogo dove presentarsi in trasparenza e collaborare insieme nel mondo esterno nella stessa maniera e con le stesse regole con cui lo si fa in rete..

Personalmente vorrei che le mie prossime iniziative si sviluppassero insieme a persone conosciute in rete, usando strumenti di condivisione 2.0 e collaborando in team, del resto sarebbe inconcepibile che chi è abituato a parlare di innovazione non la usi nella sua attività professionale che viene arricchita ed integrata dall'uso delle piattaforme collaborative e dalla capacità di diffusione della cultura della collaborazione online anche nei confronti della propria clientela..

Sarebbe una maniera di dare un senso alla propria presenza nel social world 2.0 la cui gestione è comunque un lavoro a se stante al punto che ci si potrebbe inventare la professione di ghost-user 2.0 ovvero un professionista che gestisce il social stream per conto terzi, del resto non è una novità visto che probabilmente le celebrità o i politici che hanno un profilo su MySpace o Facebook lo fanno gestire ad altri, ma che questo possa diventare un pacchetto di consulenza professionale vendibile è sicuramente una novità..

Sto esplorando queste possibilità..

Mi piacerebbe sentire altre opinioni..